Se non riesce a rispettare i complicati requisiti soggettivi e oggettivi della nuova detrazione del 110% prevista dal decreto Rilancio, il contribuente ha comunque a disposizione molti altri strumenti, comunque interessanti.

Può, infatti, beneficiare ancora degli altri incentivi dedicati al recupero del patrimonio edilizio, al bonus facciate, al risparmio energetico qualificato, agli interventi antisismici e all’installazione delle colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

I chiarimenti delle Entrate
I principali chiarimenti dell’agenzia delle Entrate, arrivati nel…continua su

In breve

Con risposta a interpello 289 l’agenzia delle Entrate ha stabilito che bonus facciate copre anche gli elementi costitutivi dei balconi affacciati su una strada pubblica. La detrazione spetta per interventi di consolidamento, ripristino, inclusa la mera pulitura e tinteggiatura della superficie, o rinnovo degli elementi costitutivi degli stessi.

Il bonus facciate copre anche gli elementi costitutivi dei balconi affacciati su una strada pubblica. Parola dell’agenzia delle Entrate. Con la risposta 289 l’Agenzia ha ricompreso nel novero delle opere detraibili – stante quanto previsto dall’articolo 1, commi da 219 a 223 della legge 160 del 2019 – gli interventi su balconi o su ornamenti e fregi per come richiamati anche nella citata circolare 2/E del 2020.

La detrazione, in particolare, spetta per interventi di consolidamento, ripristino, inclusa…continua su

Recentemente l’Agenzia delle Entrate rispondendo ad alcuni specifici interpelli: leggi l’articolo completo nel link seguente: Il Bonus facciate ed i recenti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

In breve

Si tratta di uno strato isolante posto sulla superficie esterna delle pareti disperdenti.
La soluzione è ottima per risolvere la maggior parte dei cosiddetti «ponti termici», ovvero i punti in cui vi sono discontinuità (geometriche o di materiale) che generano un incremento delle dispersioni termiche.

Il primo intervento “trainante” è rappresentato dall’isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda
dell’edificio medesimo. I materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi (Cam) di cui al Dm del 1° ottobre 2017. In attesa di ulteriori decreti attuativi, l’intervento deve essere in grado di garantire una prestazione
della superficie coibentata…continua su

Il superbonus del 110% per i lavori di riqualificazione energetica e antisismica, previsto con il Dl Rilancio (34/2020) si poggia su tre pilastri fondamentali che lo rendono, almeno in potenza, uno strumento di forte rilancio dell’edilizia: l’agevolazione alzata, appunto, al 110%; la possibilità generalizzata di cedere il credito maturato con i lavori a banche o altri intermediari finanziari; lo sconto in fattura che consente alle famiglie e ai condomini di ricevere lo sconto equivalente al credito…continua a leggere

In breve

Il nuovo bonus edilizio introdotto con il Dl Rilancio affida ad alcune categorie di professionsiti responsabilità rilevanti di certificazione e asseverazione ai fini della cessione del credito. Cinque sono le pratiche necessarie, con sanzioni pesanti previste dal Dl rilancio (da 2.000 a 15.000 euro per ciascun documento infedele, oltre a quelle sul visto
di conformità per i commercialsiti). Obbligatoria la copertura assicurativa.

La nuova detrazione del 110% introdotta dall’articolo 119 del decreto Rilancio (Dl 34/2020) pone sui professionisti coinvolti a vario titolo nell’operazione un set di adempimenti molto pesante. Vediamoli.

1 . La certificazione Ape prima e dopo l’intervento

L’articolo 119, comma 3, del Dl 34/2020 chiama in campo, innanzitutto, architetti, ingegneri, geometri e periti abilitati al rilascio dell’attestato di prestazione energetica (Ape), perché, ai fini dell’accesso al superbonus del 110% per gli…Continua a leggere…

Nel novero delle misure fiscali contenute nel D.L. 34/2020 (c.d. “Decreto Rilancio”) figurano gli incentivi per efficientamento energeticosisma bonusfotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici, previsti dall’articolo 119.

In particolare, la disposizione in esame introduce una detrazione pari al 110% delle spese effettuate per specifici interventi di riqualificazione energeticariduzione del rischio sismicoinstallazione di impianti fotovoltaici e installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

Le spese agevolate sono quelle sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

L’agevolazione è ripartita in cinque rate annuali di pari importo, con possibilità di optare per la cessione ad altri soggetti del credito corrispondente alla detrazione oppure per lo sconto in fattura (secondo quanto previsto dall’articolo 121 dello stesso “Decreto Rilancio”), di ammontare pari alla detrazione, praticato dal fornitore, il quale potrà recuperare la somma sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione.

Riqualificazione energetica

Per quanto concerne la riqualificazione energetica, le spese ammissibili all’agevolazione sono le seguenti:

  • interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio stesso, per un ammontare complessivo delle spese non superiore a 60.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio;
  • interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, ivi inclusi gli impianti ibridi geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici, relativamente a una spesa non superiore a 30.000 euro moltiplicata per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, compresa quella per lo smaltimento e la bonifica dell’impianto sostituito;
  • interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici ovvero con impianti di microcogenerazione, per una spesa non superiore a 30.000 euro, compresa quella per lo smaltimento e la bonifica dell’impianto sostituito.

La detrazione del 110% si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico previsti dall’articolo 14 D.L. 63/2013, nei limiti di spesa previsti per ciascun intervento di efficientamento e a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi sopra elencati.

requisiti tecnici minimi da rispettare per poter fruire dell’agevolazione sono specificamente indicati dal comma 3 dell’articolo 119.

Essi, in ogni caso, devono consentire il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta (da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica asseverato da un tecnico abilitato).

Ai fini della detrazione, se effettuati da persone fisiche, gli interventi devono avvenire al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arte o professione. Sono esclusi dall’agevolazione, invece, gli interventi su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale.

Riduzione del rischio sismico

La detrazione pari al 110% si applica anche alle spese relative a specifici interventi antisismici (in particolare, quelli previsti dai commi da 1-bis a 1-septies dell’articolo 16 D.L.63/2013), a condizione, però, che gli edifici non siano ubicati in zona sismica 4.

Qualora si opti per la cessione del credito corrispondente alla detrazione a un’impresa di assicurazione e contestualmente venga stipulata una polizza contro il rischio di eventi calamitosi, la detrazione prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera f-bis, Tuir spetta nella misura del 90%, anziché del 19%.

Installazione di impianti fotovoltaici

Detrazione del 110% anche per l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici (e relativi sistemi di accumulo, anche non contestuale), a condizione che la stessa venga effettuata insieme a uno degli interventi di riqualificazione energetica o di miglioramento sismico indicati in precedenza e che l’energia non autoconsumata in sito sia ceduta in favore del Gse (Gestore servizi energetici). La detrazione spetta fino a un ammontare complessivo delle spese non superiore a 48.000 euro (e comunque nel limite di spesa di 2.400 euro per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico) e non è cumulabile con altri incentivi pubblici o altre forme di agevolazione di qualsiasi natura previste dalla normativa europeanazionale e regionale.

Ricarica di veicoli elettrici

La detrazione del 110% si applica anche per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, sempreché sia eseguita congiuntamente a uno degli interventi di riqualificazione energetica sopra elencati.

Ambito soggettivo

Le disposizioni sopra richiamate si applicano agli interventi effettuati da: a) condomini; b) persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari; c) dagli Istituti autonomi case popolari (Iacp) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali, istituiti nella forma di società in house per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti a edilizia residenziale pubblica; d) dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

Ulteriori spese detraibili

Rientrano tra le spese detraibili anche quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni e delle asseverazioni, nonché del visto di conformità, richieste ai fini dell’opzione per la cessione del credito e per lo sconto sul corrispettivo dovuto ex articolo 121.

La finalità dell’articolo 128 del D.L. Rilancio (nella sua versione in bozza) è quella di utilizzare
la leva fiscale per stimolare la domanda di beni e servizi forniti dalle imprese che operano nel
settore dell’edilizia mediante l’applicazione di un potenziamento delle detrazioni fiscali fruibili
dai committenti/acquirenti.


L’incentivo, che risulta particolarmente articolato, consiste nell’innalzamento dell’aliquota di
detrazione al 110%, da ripartire in 5 quote annuali, delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al
31 dicembre 2021
in relazione a determinati interventi di riqualificazione energetica e di
riduzione del rischio sismico.


Sotto il profilo soggettivo il legislatore ha previsto che la misura agevolativa possa essere
fruita:

  • dalle persone fisiche che detengono gli immobili al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni in relazione agli interventi realizzati sui condomini e sulle singole unità immobiliari adibite ad abitazione principale. Occorre sottolineare che per espressa previsione normativa non possono fruire dell’agevolazione le persone fisiche che sostengono le spese dei commi da 1 a 3 (ecobonus e sismabonus) al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, in relazione a interventi effettuati su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale;
  • dagli Istituti autonomi case popolari (Iacp) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
  • dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

Gli interventi oggetto di agevolazione sono individuati dai commi vanno da 1 a 6

Il comma 1 prevede che il potenziamento della detrazione possa essere applicato: 

  • alle opere di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo. In questo caso la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 60.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio;
  • agli interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici. In relazione a questo intervento la detrazione spetta su un ammontare complessivo delle spese non superiore ad euro 30.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito;
  • agli interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici ovvero con impianti di microcogenerazione. Per questo intervento la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000 ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Il comma 2 allarga il perimetro applicativo dell’agevolazione a tutti gli altri interventi dell’articolo 14 D.L. 63/2013 a condizione che vengano realizzati congiuntamente a quelli elencati nel comma 1. Quindi, in sostanza, gli interventi sopra elencati fungono da traino per allargare la portata del beneficio a tutti gli interventi che rientrano nell’ambito dell’ecobonus

Le agevolazioni sopra descritte possono essere fruite soltanto a determinate condizioni, ovvero gli interventi devono: 

  • soddisfare i requisiti minimi previsti dai decreti del MISE emanati in attuazione dell’articolo 14, comma 3-ter, D.L. 63/2013;
  • comunque, assicurare, anche congiuntamente agli interventi legati agli impianti solari fotovoltaici (commi 5 e 6), il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, ovvero se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (A.P.E), rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata. Il comma 4, invece, prevede l’applicazione del beneficio anche agli interventi legati al sismabonus (articolo 16, commi 1-bis, 1-quater, 1 quinquies e 1-septies D.L. 63/2013).

Lo stesso comma 4 dispone anche l’incremento della detrazione al 90% in relazioni ai premi pagati per polizze volte a coprire i rischi calamitosi stipulate in caso di cessione del credito ad un’impresa assicurativa

L’esecuzione degli interventi previsti dai commi 1 e 4, inoltre, permette di estendere l’applicazione dell’incremento della detrazione alle opere di: 

  • installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettere a), b), c) e d), D.P.R. 412/1993 per una spesa complessiva non superiore a euro 48.000 e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico. In caso di interventi di ristrutturazione edilizia, di nuova costruzione e di ristrutturazione urbanistica, il limite di spesa è ridotto ad euro 1.600 per ogni kW di potenza nominale;
  • installazione, contestuale o successiva, di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati di cui al punto precedente, per una spesa complessiva non superiore a euro 48.000 e comunque nel limite di spesa e comunque nel limite di spesa di euro 1.000 per ogni kWh di capacità di accumulo del sistema di accumulo. 

La fruizione del beneficio relativo alle due fattispecie sopra descritte detrazione è subordinata alla cessione in favore del GSE dell’energia non autoconsumata in sito e non è cumulabile con altri incentivi pubblici o altre forme di agevolazione di qualsiasi natura previste dalla normativa europea, nazionale e regionale, compresi i fondi di garanzia e di rotazione e gli incentivi per lo scambio sul posto

Infine, si sottolinea che in luogo della fruizione del beneficio mediante detrazione d’imposta su base quinquennale, il contribuente può optare, mediante istanza telematica da presentare all’Agenzia delle Entrate, per: 

l’applicazione dello sconto in fattura; la cessione del credito

Le modalità tecniche e procedurali per la presentazione dell’istanza saranno previste con un Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate

La riapertura dei cantieri e l’annuncio di un superbonus al 110% per i lavori di efficienza energetica come misure di stimolo post Covid ripropone l’attualità del “bonus facciate”, con tutte le incertezze applicative che ne hanno segnato l’introduzione. Tra queste, spicca innanzitutto il tema dell’individuazione delle facciate esterne dell’edificio, limitatamente alle quali gli interventi sono agevolabili ai sensi del comma 219 dell’articolo 1 della legge 160/19…..continua su

Poche righe in una circolare di venti pagine, ed ecco il risparmio energetico previsto nel bonus facciate molto ridimensionato. Nonostante le battaglie di chi, in fase di predisposizione della norma, aveva chiesto di incentivare in maniera robusta, oltre al decoro urbano, anche la realizzazione dei cappotti termici.

La circolare 2/E delle Entrate, dedicata al bonus facciate, afferma infatti che, a differenza di quanto indicato nella legge 160/2019 (dove di fatto si rende obbligatorio il cappotto termico per gli edifici quando si rifanno gli intonaci per oltre il 10% della superficie opaca), quando le facciate sono rivestite in piastrelle o con altri materiali «che non rendono possibile realizzare interventi influenti dal punto di vista termico se non mutando completamente l’aspetto dell’edificio», bisogna fare un conto diverso.

È necessario, cioè, eseguire «il rapporto tra la restante superficie della facciata interessata dall’intervento e la superficie totale lorda complessiva della superficie disperdente». Quindi, se la superficie opaca della facciata è di mille metri quadrati, ma 800 di questi sono coperti di piastrelle (in genere il “klinker” degli anni Ottanta), il 20% risulta essere la parte da considerare.

Ma se le piastrelle ricoprono tutto l’edificio, allora non c’è alcun obbligo di fare lavori per il risparmio energetico. In pratica, i lavori di rifacimento delle parti ammalorate beneficeranno della detrazione del 90% senza investimenti ulteriori. In questo modo, allora, si limitano moltissimo i casi nei quali sarà obbligatorio investire in un cappotto termico.

Per non parlare degli edifici dove siano presenti anche gli «altri materiali» di cui parla la circolare delle Entrate. Si tratta di una definizione parecchio ampia che include praticamente tutti gli edifici di un certo pregio realizzati tra l’inizio del Novecento e gli anni Venti: in tutti questi casi, niente lavori di risparmio energetico.

C’è, poi, da considerare che tutte queste esclusioni avranno un impatto molto significativo sul calcolo dell’efficienza energetica dell’edificio. Sarà, cioè, molto frequente il caso di facciate nelle quali alcune parti non saranno considerate nella misurazione di quella che tecnicamente viene definita “trasmittanza”. Un vero e proprio slalom per i tecnici, che dovranno capire come verificare il rispetto dei parametri fissati dal ministero dello Sviluppo economico e richiamati dalla circolare dell’agenzia delle Entrate.

Per Diego Zoppi, consigliere nazionale degli architetti, la soluzione è semplice: «La trasmittanza si misura su singole sezioni murarie omogenee e si moltiplica per la superficie di riferimento. Cioè, ogni volta che c’è un certo tipo di muro si calcola la trasmittanza e poi si applica quel valore all’area della parete verticale». In base a questo principio è, allora, possibile misurare la trasmittanza anche su superfici disomogenee.

All’atto pratico, per Zoppi, questo calcolo «non dovrebbe creare problemi». Nel caso di chi interviene su facciate storiche o che comunque non possono essere modificate, sarà però possibile – conclude Zoppi – usufruire «delle agevolazioni anche non soddisfacendo i parametri di legge sul risparmio energetico».